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Cresciuta tra il suono del mare di Ostia e quello di un vecchio pianoforte scordato, Flora si muove tra i ricordi di un passato che non c’è più e l’immagine di un futuro che non c’è ancora ma parla al presente. Nella sua musica convivono: meraviglia ed entusiasmo, malinconia e angoscia, tradizione cantautorale e sonorità elettroniche, testi crudi e tinte pop, urgenza di raccontare la propria identità multiforme e desiderio di dar voce ad una generazione smarrita.