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Quando ero piccolo nascondevo sempre la mia sensibilità, ostentavo una finta indifferenza nei confronti di chi mi stava vicino per apparire più forte, in realtà contenevo il mio impulso irrefrenabile di scoprire i dettagli più profondi dei pensieri altrui, degli stati d'animo e di tutto quello che percepivo intorno. Una parola, uno sguardo poteva trafiggermi il cuore senza che nessuno se ne accorgesse, la mia emotività era eccessiva e volevo a tutti costi governare i miei sentimenti... I'importanza che davo ad una singola frase poteva aprire mille scenari nella mia testa, e così riuscivo a viaggiare con la mente in un mondo virtuale anche se a quei tempi di virtuale c'era poco...